Passi Lenti nel Mondo - In capanno Sono passati sei mesi dall’ultimo post su questo blog. Non perché mancassero le cose da raccontare, ma perché a volte serve fermarsi prima ancora di trovare le parole. Chiudo quest’anno con un pensiero che non parla di viaggi lontani, ma di un luogo vicino, silenzioso, e di un’esperienza che mi ha insegnato molto sul tempo, sull’attesa e sull’osservazione: il capanno fotografico. Da due anni Lorenzo, il mio compagno, ha costruito nel bosco un capanno autorizzato per il monitoraggio della fauna selvatica. È nato da un’osservazione precisa e da un’emozione forte: la presenza del picchio nero, una specie che fino a una decina di anni fa non era documentata nel Mugello. Ricordo ancora la prima volta che li ho sentiti. Era dicembre 2020. Un canto di richiamo improvviso, potente. Il cuore che accelera, una registrazione fatta in fretta, una foto al volo di una femmina che volava alta sopra la mia testa. Da lì è nata la voglia di capire, studiare, protegge...
Passi Lenti nel Mondo è un modo di esplorare, conoscere, visitare territori. Il mio viaggio di oggi ci porta nel Dovrefjell, un antico parco della Norvegia, appena a sud di Trondheim. Ci sono stata nel lontano 2018, grazie a un mio amico, il professor Giovanni Valdrè. All’epoca era etologo, scrittore, direttore di varie istituzioni e, soprattutto, un curioso esploratore. Mi aveva affascinato raccontandomi del bue muschiato, un animale fantomatico, nei suoi aneddoti metà capra e metà bisonte. Un giorno, venne a trovarmi in biblioteca – dove lavoro da oltre 17 anni – e mi sfidò con il racconto di un suo viaggio compiuto negli anni ’80, quando era presidente di un ente internazionale che proteggeva i parchi (una diramazione dell’ONU). In quella spedizione aveva visitato la tundra norvegese per monitorare alcune specie di licheni, ma l’obiettivo più segreto, e al contempo più desiderato, era localizzare almeno un esemplare di bue muschiato. Mi mostrò una fotografia, apparsa su Airone mol...